informazioni@unicusano.it

800 98 73 73

Dove trovare lavoro come freelance? I consigli per iniziare

Dove trovare lavoro come freelance? Se anche tu appartieni al numero crescente di lavoratori interessati alla libera professione, sei atterrato nel blog giusto.

Il lavoro come freelance, infatti, ti consente di gestire il tuo tempo in autonomia, di sperimentare più ambienti professionali, di avere contatti con tanti committenti diversi e di investire la tua professionalità lavorando per te stesso. L’elenco di vantaggi appena elencati è sicuramente accattivante. Se stai ancora studiando all’Università di Aosta, valuta la possibilità di lavorare da libero professionista al termine del tuo percorso.

Lavorare freelance: quale occupazione svolgere?

In Italia sempre più lavoratori scelgono l’attività come freelance. Secondo alcune ricerche, tra l’altro, questo numero è destinato a salire con il tempo. Nel prossimo decennio, per esempio, il lavoro da remoto tipico del freelance riguarderà il 73% dei lavoratori.

Prima di porti la domanda “dove trovare lavoro come freelance” dovresti fare un passo indietro per capire esattamente quali sono le occupazioni a cui puntare. Qui sotto, un piccolo elenco:

  • insegnamento online
  • interpretariato e traduzioni
  • scrittura (copywriting, blogging, editing, ghostwriting)
  • video making
  • grafica e fotografia (vendita online di foto)
  • ricerche d’opinione e sondaggi
  • programmazione
  • social media management e social media marketing
  • supporto clienti (customer care)
  • data entry e analisi statistiche
  •  e-commerce
  • consulenza in diversi settori

Dove trovare lavoro come freelance? Inizia con il self marketing

Per un lavoratore freelance è fondamentale promuoversi in modo da attirare nuovi clienti e ottenere nuovi lavori.

Inizia con i social media e con il creare dei profili professionali aggiornati e accattivanti. Usa piattaforme professionali come Linkedin, ma anche social come Instagram, YouTube e Facebook. Questo è sicuramente il primo passo da compiere, ma ce ne sono anche altri che ti consentono di promuoverti nella maniera giusta e di facilitare la ricerca del lavoro:

  • crea un sito web con una sezione di presentazione, una con il tuo portfolio lavori e una con i contatti
  • cura un blog personale con articoli inerenti il tuo settore di impiego
  • utilizza lo strumento dell’affiliate marketing

L’ultimo consiglio è molto importante. Saper costruire intorno a sé una rete di professionisti ti aiuta a lavorare meglio. Ci saranno tante aziende e tanti professionisti attivi nel tuo stesso settore o in settori affini, il tuo obiettivo promozionale deve consistere anche nello stabilire quanti più contatti possibile. Spesso, infatti, gli incarichi sono frutto del passaparola o della raccomandazione di un altro professionista, che ti conosce e ti stima ed è disposto a farti da sponsor.

Dove trovare lavoro come freelance: le piattaforme online

Dove trovare lavoro come freelance? Ritagliati periodicamente un paio d’ore al giorno e inizia la tua ricerca sul web. Qui di seguito, trovi un elenco delle piattaforme in cui trovare annunci/progetti o proporti spontaneamente per un lavoro:

  • Fiverr – portale in versione italiana con lavori di grafica, digital marketing, scrittura, traduzione, video, animazione e programmazione
  • Addlance – portale italiano per programmatori, web designer, traduttori, copywriter e non solo
  • Twago – portale tedesco disponibile nella versione italiana con possibilità di creare un profilo e proporsi per lavori di scrittura, traduzione, programmazione, design, vendita e marketing
  • Digitazon – portale italiano per fotografi, copywriter, videomaker, marketer, art director, social media manager e non solo
  • Freelancer – portale internazionale per blogger, grafici e figure del settore informatico
  • Designs – portale dedicato ai designer
  • Youcrea – portale italiano per creativi, dagli scultori agli inventori fino ai compositori
  • MelaScrivi – portale italiano per autori di contenuti, blogger e copywriter
  • WeWorkRemotely – piattaforma internazionale attiva in settori come customer care, finanza, marketing e programmazione
  • Toptotal – piattaforma che connette aziende e start-up di tutto il mondo con programmatori freelance specializzati 
  • Freelanceboard – piattaforma in italiano attiva nel campo della grafica, fotografia, sviluppo software, architettura e commercio
  • MyVisto – piattaforma che connette le aziende con i talenti creativi emergenti 
  • Gengo – piattaforma per traduttori
  • Glymt – piattaforma per videomaker
  • Proz – portale per traduttori
  • BestCreativity – portale per disegnatori industriali e web designer
  • Lavori Creativi – piattaforma per copywriter, account manager, giornalisti, illustratori, fotografi, web designer

Piattaforme per insegnamento online

Se sei interessato a lavori freelance come insegnante da remoto, puoi contare su diverse piattaforme:

  • Preply – piattaforma in cui è possibile insegnare oltre 100 materie, dalle discipline scolastiche fino alle materie universitarie
  • Udemy – piattaforma per la vendita di corsi. Puoi cioè realizzare video lezioni su tantissimi argomenti. Le categorie di Udemy includono finanza, contabilità, IT e software, fotografia, marketing e così via
  • Lingostan – piattaforma per insegnanti di lingue madrelingua

Dove trovare lavoro come freelance: ingegneri e architetti

Ti sei laureato in ingegneria o in architettura e vuoi fare qualche esperienza lavorativa da freelance per capire se lavorare come dipendente o libero professionista?

Se vuoi trovare progetti come architetto, hai a disposizione un portale come Habitissimo. Ti registri e ricevi le richieste degli utenti interessati a ristrutturazioni o progettazioni di case e appartamenti. Trovi proposte per ingegneri e architetti anche sulla piattaforma Freelanceboard. Ti basta semplicemente controllare la richiesta dell’utente, verificare che il tuo profilo corrisponda alle indicazioni fornite e inviare la tua candidatura.

Credits immagine: DepositPhoto.com/Vinnstock

Commenti disabilitati su Dove trovare lavoro come freelance? I consigli per iniziare Studiare ad Aosta

Leggi tutto

Come studiare 4 ore al giorno? 5 consigli da seguire

Il tempo non è dalla tua parte e ti chiedi come studiare 4 ore al giorno? Se sei titubante perché ti sembrano troppo poche, ti togliamo qualsiasi dubbio. Non è il numero di ore trascorse davanti ai libri a determinare la qualità dello studio. Potresti passare intere giornate legato a una scrivania e apprendere la stessa quantità di informazioni di un collega di università che studia qualche ora al giorno. In linea di massima è meglio studiare tutti i giorni con costanza che sottoporsi a sedute di 10 ore in prossimità della data di appello di un esame.

1 – Studiare 4 ore al giorno: costanza e piano di studi

Qualsiasi sportivo, con una bella lista di vittorie alle spalle, ti direbbe che la costanza è tutto. La stessa cosa vale per lo studio. Hai deciso di studiare 4 ore al giorno? Ebbene, imposta il tuo piano di studio giorno per giorno e fissa degli obiettivi quotidiani da raggiungere (tot pagine e tot esercizi da fare). Prevedi almeno un giorno di pausa e stabilisci il tuo programma secondo un calendario di lavoro che include 6 giorni di studio a settimana.

2 – Mantieni uno spirito critico

Per riuscire a preparare bene i tuoi esami fai tuo un certo spirito critico. Sarai cioè il giudice di te stesso. Questo significa che devi monitorare i tuoi progressi, controllare l’andamento del piano di studio e verificare il rispetto dei tuoi obiettivi quotidiani. Se vuoi davvero rimanere nelle 4 ore al giorno, dovrai essere molto fiscale. In caso contrario finirai per non rispettare gli step che tu stesso hai fissato.

Un sano spirito critico è importante anche per testare la tua comprensione della materia. È fondamentale, infatti, che non ti dedichi a uno studio mnemonico, ma che cerchi di capire le singole nozioni senza apprenderle a memoria. Hai veramente capito un argomento o lo stai semplicemente ripetendo? Poniti sempre queste domande perché ti aiutano a risparmiare tempo. In fondo, una nozione appresa a memoria sarà molto più difficile da ricordare e ti imporrà sessioni di ripasso più intense. Al contrario comprendere un argomento e farlo tuo ne facilita la memorizzazione e riduce i tempi di apprendimento.

3 – Studiare 4 ore al giorno? Sì, tutta questione di concentrazione

È normale chiedersi quante ore studiare al giorno. Tutto dipende dal livello di concentrazione. Per far sì che 4 ore siano davvero fruttuose, devi essere super concentrato. In che modo?

  • elimina le distrazioni (spegni lo smartphone o silenzialo)
  • organizza il tuo spazio per lo studio (scegli preferibilmente una stanza silenziosa)
  • prenditi sempre una pausa dopo tot minuti di studio
  • aiuta la tua concentrazione praticando per 10 minuti al giorno la tecnica di meditazione mindfulness

C’è un trucco molto semplice per verificare se sei davvero concentrato. Al termine della lettura di ogni paragrafo, riassumine il contenuto in un’unica frase di massimo 20 parole. Questo esercizio ti aiuta non solo ad allenare la concentrazione, ma anche a riconoscere le nozioni chiave della materia oggetto di studio.

4 – Inizia la sessione di studio dal ripasso

Per studiare 4 ore al giorno e ottenere un buon voto all’esame devi iniziare dal ripasso. Molti adottano la strategia esattamente contraria. Dedicano cioè al ripasso le ultime ore di studio quotidiano.

Sarebbe bene, invece, ripassare le cose apprese il giorno prima in modo da fissarle nella memoria. Dopodiché inizi con i capitoli nuovi.

Questo metodo ti darà anche una bella iniezione di fiducia. È più semplice, infatti, ripassare a distanza di 24 ore. Avrai cioè la sensazione di ricordare meglio e ti metterai a studiare con più entusiasmo.

Per padroneggiare bene il programma d’esame adotta la tecnica dei cicli di ripasso. Cosa significa? Ripeti lo stesso argomento prima a distanza di 24 ore, poi di 6 giorni e infine di un mese. Vedrai che in questo modo allenerai la memoria a lungo termine e sarai pronto per sostenere l’esame senza problemi.

5 – Non studiare un’unica materia

Studiare 4 ore al giorno non significa concentrarsi su un’unica materia. Al contrario sarebbe bene preparare almeno un paio di esami. L’abbinamento va fatto, però, con attenzione perché i due esami devono essere caratterizzati da un grado di complessità differente.

La strategia più efficace consiste nell’affrontare nella stessa giornata una materia complessa e una semplice. Ti basta suddividere la sessione quotidiana concedendo più tempo alle nozioni difficili. Non appena percepisci un po’ di stanchezza, passi agli argomenti più facili. In questo modo assecondi i picchi naturali di calo delle prestazioni mentali senza sprecare tempo.

Se preferisci, puoi anche adottare un secondo metodo. Stabilisci il piano di studi a giornate alterne. Cosa significa? Il lunedì lo dedichi all’esame complesso, il martedì all’esame semplice, il mercoledì a quello complesso e così via. Costruisci tutto il tuo calendario con questa alternanza fino ai due appelli.

Si tratta di una strategia intelligente che risulta molto utile per velocizzare il percorso universitario e sfruttare al massimo le ore di studio. È consigliata soprattutto in caso di studenti lavoratori, costretti a studiare nei ritagli di tempo.

Credits immagine: DepositPhoto.com/Lightpoet

Commenti disabilitati su Come studiare 4 ore al giorno? 5 consigli da seguire Studiare ad Aosta

Leggi tutto

5 tipi di studenti di sociologia(e come riconoscerli)

Ti piacerebbe capire quali sono i tipi di studente di sociologia? Molto probabilmente, sei alle prese con la pianificazione del tuo futuro universitario e ti stai sottoponendo a una sorta di test. Se vuoi scoprire quali sono le caratteristiche e le qualità di una persona che si iscrive alla facoltà di sociologia, sei finito nel blog giusto. Non ti proponiamo nessun identikit, ma la descrizione di cinque possibili tipologie di uomini e donne che scelgono questa materia.

Tipi di studente di sociologia: l’appassionato ai fenomeni sociali

Lo studente tipo di questa facoltà è molto interessato a quanto gli accade intorno. Legge i giornali, si tiene informato utilizzando più fonti, è un  grande osservatore e tende a non fermarsi solo all’apparenza delle cose.

Se ti interessa capire perché la società si muove in una direzione invece che in un’altra, come l’uso dei social network influenza la quotidianità o i cambiamenti avvenuti nel mondo femminile, sei un potenziale studente di sociologia. Alla domanda, infatti, “cosa studia la sociologia?” si può rispondere sinteticamente: analizza i fenomeni/problemi sociali per metterne in luce le cause, le modalità e i possibili effetti.

Poniamo che il fenomeno studiato sia la diffusione della droga nei grandi centri urbani. Il sociologo raccoglie le informazioni per inquadrare il caso, tipo le zone di maggiore diffusione, il sesso, l’età e la provenienza sociale dei consumatori e le probabili cause dell’avvicinamento agli stupefacenti (problemi familiari, carenze affettive eccetera). Dopodiché elabora delle ipotesi da verificare sul campo e stabilisce degli indicatori per misurare il fenomeno.

Tipologie studenti sociologia: il predisposto alla multidisciplinarità

I piani di studio della facoltà di sociologia sono molto ampi. Di solito lo studente tipo, infatti, ha molteplici interessi ed è molto propenso a studiare materie diverse.

Basta dare un’occhiata, ad esempio, al piano di studi della laurea triennale in sociologia L-40 per capire l’aspetto multidisciplinare di questo percorso:

  • sociologia generale
  • antropologia culturale
  • storia contemporanea
  • statistica
  • diritto pubblico
  • scienze politiche
  • pedagogia sociale
  • organizzazione aziendale

L’amante delle sfide lavorative

Il terzo tra i tipi di studenti di sociologia è colui che non ama i percorsi facili. Fare il sociologo non è semplicissimo. Lo studente che si iscrive con questo obiettivo è una persona testarda e perseverante, che ha deciso di mettersi alla prova nonostante la consapevolezza delle difficoltà. Si tratta cioè del tipo che non si accontenta del primo lavoro che gli capita perché non gli interessa solo la posizione economica, ma desidera soprattutto la realizzazione dal punto di vista professionale.

Davanti a lui ha comunque diverse opzioni, perché può lavorare come sociologo presso:

  • aziende private profit e no profit
  • società di consulenza
  • istituti di ricerca (IRES, ISFOL, ITALIA LAVORO)
  • aziende pubbliche
  • associazioni di categoria
  • ONG

L’incline alla versatilità

Gli sbocchi lavorativi di sociologia sono abbastanza numerosi. Questa caratteristica della facoltà fa sì che a sceglierla siano persone molto versatili. Si tratta cioè di studenti dalla mente aperta che si augurano di non fare lo stesso lavoro tutta la vita. Potenzialmente, questa categoria di persone coltiva il desiderio di avere una vita professionale ricca e varia e di poter cambiare lavoro nel corso del tempo. 

La multidisciplinarità di sociologia favorisce, infatti, l’accesso a tante professioni:

  • sociologo
  • intervistatore professionale
  • responsabile delle risorse umane
  • giornalista
  • formatore professionale
  • consulente del lavoro
  • orientatore
  • criminologo
  • funzionario amministrativo
  • insegnante

Come puoi vedere, si tratta anche di professioni diverse tra di loro. C’è un abisso, infatti, tra attività come il consulente del lavoro e il criminologo. Eppure entrambe sono accessibili con la laurea in sociologia. Certo nel caso del criminologo è necessario seguire un master apposito dopo il conseguimento della laurea. Questo significa che è possibile lavorare per un certo numero di anni come consulente in un centro per l’impiego e poi seguire un master specialistico e mettersi alla prova come criminologo.

Il cittadino del mondo

L’ultimo dei tipi di studente di sociologia della nostra piccola lista è il cittadino del mondo. Non a caso, uno dei fenomeni che, negli ultimi anni, ha profondamente modificato la società moderna è stato il processo di globalizzazione. Quest’ultimo, infatti, non ha interessato solo l’economia, ma anche la politica e la cultura di tutti i paesi del pianeta Terra.

Questo studente tipo di sociologia, dunque, ha lo sguardo aperto sul mondo. Si tratta cioè di una persona dall’indole curiosa, che ama viaggiare/esplorare e interagire con persone di nazionalità diversa. Conosce e parla almeno una lingua straniera, gli piacerebbe fare un’esperienza di studio o di lavoro all’estero, è aperto alla modernità e ai cambiamenti e non ha preconcetti nei confronti delle novità. È il primo a sapere quello che succede e a scoprire i trend del momento. Un esempio? C’è un nuovo social o una nuova mania che impazza, lui la conosce prima che diventi un fenomeno di massa.

Allora a quale tipologia di studente di sociologia pensi di appartenere?

Credits immagine: DepositPhoto.com/Wavebreakmedia

Commenti disabilitati su 5 tipi di studenti di sociologia(e come riconoscerli) Studiare ad Aosta

Leggi tutto

Come funziona la privacy online? Cosa dice la legge

Ti interessa il regolamento sulla privacy online perché vorresti diventare un privacy specialist o un Privacy DPO (Data Protection Officer)? Oggi la privacy dei cittadini sul web è tutelata dal Regolamento (UE) numero 679 del Parlamento Europeo datato 2016. Ogni volta che fai un acquisto, invii un curriculum per candidarti a una posizione lavorativa, prenoti un viaggio, sottoscrivi un contratto telefonico sei tutelato dalla legge. Quest’ultima, infatti, si applica ad aziende e organizzazioni, pubbliche e private, presenti o operanti sul territorio europeo. Per saperne di più leggi il nostro approfondimento qui di seguito.

Privacy sul web: come viene tutelata

Quando navighi o paghi online per l’acquisto di un bene o un servizio, devi dare il tuo consenso al trattamento dei dati personali. La legge stabilisce, però, che i cittadini debbano essere informati correttamente su:

  • finalità del trattamento dei dati
  • categorie di dati personali trattati
  • destinatari dei dati
  • periodo di conservazione del dati personali
  • estremi di chi tratta i dati
  • origine dei dati personali trattati

Non solo, il regolamento sulla privacy online stabilisce che i cittadini possano esercitare i seguenti diritti:

  • rettifica delle informazione inesatte o non aggiornate. In questo caso è possibile integrare/correggere/aggiornare i dati
  • cancellazione in caso di revoca dal trattamento o di utilizzo illecito
  • limitazione del trattamento

Revoca del consenso al trattamento dei dati

Hai dato il tuo consenso all’utilizzo dei dati a un’azienda X? Non c’è problema, puoi sempre revocarlo. Una volta ritirato il consenso, l’azienda X non ha più l’autorizzazione all’utilizzo dei dati personali.

Hai il diritto di opporti, ad esempio, all’utilizzo dei tuoi dati per il marketing diretto. Se ricevi mail pubblicitarie su servizi e prodotti, revochi il consenso e l’azienda X deve smettere immediatamente di mandare informazioni pubblicitarie al tuo indirizzo di posta elettronica.

Non solo, se i tuoi dati non sono più necessari o vengono usati in maniera illecita, la legge ti concede il diritto alla cancellazione, il cosiddetto diritto all’oblio. Poniamo che un’azienda abbia reso disponibili online i tuoi dati personali. Nel momento in cui opti per la cancellazione, l’azienda in questione ha l’obbligo di comunicare la tua richiesta a tutti i siti web con cui ha condiviso i dati.

Se decidi, per esempio, di non usare più i social media, foto e post del tuo profilo devono essere cancellate. Mettiamo che trascorso un mese, ti accorgi che la tua foto profilo compare online facendo una ricerca su Google. La legge ti consente di contattare il social media e di imporre la rimozione della foto. Non solo, puoi chiedere che facciano un controllo per assicurarsi che tutte le foto siano state correttamente rimosse.

Regolamento sulla privacy online: accesso ai dati

Poniamo che tu abbia sottoscritto una carta fedeltà di uno shop online. Dopo un po’ cominci a ricevere mail pubblicitarie su prodotti specifici che hai acquistato nel tempo. Se la cosa non ti convince, puoi richiedere allo shop l’accesso ai tuoi dati personali. Il regolamento sulla privacy online stabilisce che tu abbia il diritto di avere tutte le informazioni su come sono stati usati e su come vengono usati i tuoi dati personali. A sua volta, lo shop ha l’obbligo di rispondere entro un mese alla tua richiesta e di fornirti tutta la documentazione. 

Potresti scoprire così che lo shop ha conservato i tuoi dati di acquisto e ha potuto profilarti come cliente. Questo è il motivo per cui ricevi delle mail pubblicitarie personalizzate sulla base dei tuoi interessi di acquisto.

Chi vigila sulla privacy online

Per tutelare ancora meglio i dati personali, la legge ha stabilito che le aziende debbano nominare un responsabile del trattamento dei dati. In caso di violazione, inoltre, si va incontro a sanzioni molto pesanti imposte dal garante per la privacy.

La questione del trattamento dei dati è diventata cioè così importante da far sorgere nuovi profili professionali impegnati proprio in questo settore. Il responsabile o Data Protection Officer, infatti, può essere un dipendente dell’azienda o un consulente esterno. 

Per rivestire questo ruolo, devi avere un’approfondita conoscenza della disciplina legale e un buon bagaglio tecnico-informatico. È consigliabile, dunque, seguire un master specifico per DPO. Unicusano ti propone un master da 1500 ore e 60 crediti formativi con un programma di lezioni online costituito da materie come:

  • Quadro normativo europeo e il Responsabile della Protezione dei dati personali (Data Protection Officer
  • Workplace Surveillance Privacy Specialist
  • E-Health Privacy Specialist
  • Bank and Insurance Privacy Speciaslit
  • Telco and Internet Privacy Specialist

Come vedi il programma, consente di esercitare la funzione di responsabile della protezione dei dati in diversi settori, dal web all’area sanitaria. In realtà, il regolamento sulla privacy ha fatto nascere diverse figure professionali:

  • manager privacy
  • specialista privacy, profilo a supporto del DPO o del manager
  • valutatore privacy, profilo indipendente che conduce attività di trattamento e protezione di dati personali. Di solito, si serve degli altri specialisti per effettuare attività di controllo dei sistemi di gestione aziendale (audit).

Credits immagine: DepositPhoto.com/Rawpixel

Commenti disabilitati su Come funziona la privacy online? Cosa dice la legge Studiare ad Aosta

Leggi tutto

Che lavoro fare dopo una laurea in sociologia?

Hai dubbi sul tuo futuro universitario e ti chiedi: c’è lavoro dopo una laurea in sociologia? Purtroppo, questa facoltà è vittima di un pregiudizio, abbastanza diffuso, secondo cui il piano di studi non prepara a svolgere una professione specifica. Si tratta, però, di un’idea di vecchia data perché le facoltà moderne sono meno teoriche e più pratiche rispetto al passato. Scopriamo insieme i lavori dopo la laurea in sociologia a cui potresti accedere.

Lavoro dopo una laurea in sociologia: il sociologo

Lo sbocco lavorativo naturale di una laurea in sociologia è quello del sociologo. Purtroppo, in Italia non esiste un albo per questi professionisti. Di conseguenza, mansioni e inquadramenti contrattuali non sono regolamentati sulla scorta delle caratteristiche di questa professione.

Il mercato moderno del lavoro, però, ha dato nuovo impulso a questa figura, che trova impiego negli enti pubblici e nelle aziende private. Oggi, inoltre, si distingue tra sociologo:

  • del lavoro
  • della devianza
  • delle organizzazioni
  • della salute

Lavori laurea sociologia: sondaggi e risorse umane

Hai una passione per i sondaggi e l’analisi dei dati? Allora il tuo lavoro dopo una laurea in sociologia è: l’intervistatore professionale.

Si tratta di una professione molto ricercata dalle società di ricerche di mercato e nelle società di ricerca pubbliche (Istat, IRS, INAPP, Irpp). Le prime si occupano di analisi per la commercializzazione di nuovi beni e servizi, mentre le seconde realizzano rapporti su lavoro, demografia, economia, flussi migratori e così via.  Qual è il ruolo di in intervistatore professionista? Qui di seguito, un piccolo elenco delle mansioni:

  • partecipa alla definizione della ricerca
  • individua i soggetti da intervistare
  • conduce le interviste
  • raccoglie e trasmette i risultati

Di solito l’intervistatore è un consulente esterno che lavora sul singolo progetto. In caso di società molto grandi può anche essere inquadrato come dipendente.

Se, invece, la tua passione sono le risorse umane, la laurea in sociologia ti consente di lavorare come addetto HR. Si tratta di un ruolo molto interessante i cui compiti sono numerosi e vari:

  • studia i pani aziendali per stabilire il fabbisogno previsionale di personale
  • seleziona il personale
  • elabora i programmi di formazione per i dipendenti
  • gestisce le pratiche relative al personale
  • inserisce i neo-assunti in azienda e partecipa al monitoraggio delle prestazioni
  • valuta il personale
  • gestisce le relazioni con i sindacati

L’addetto alla gestione delle risorse umane lavora, di solito, come dipendente di imprese pubbliche e private. Nulla vieta, però, di svolgere questa professione come consulente esterno in modalità da libero professionista.

LEGGI ANCHE – Laurea in lettere: lavoro

Lavori con la laurea in sociologia: orientatore

Sei bravo a fornire spunti agli altri e ad aiutarli a fare chiarezza su obiettivi e desideri? Il tuo lavoro dopo una laurea in sociologia è quello dell’orientatore. Si tratta di un professionista che aiuta gli studenti a scegliere l’indirizzo di studi da seguire e i lavoratori a individuare la carriera più adatta, supportandoli attivamente nella ricerca.

L’orientatore lavora in:

  • uffici di job placement delle università
  • servizi di orientamento e tutorato di scuole ed enti di formazione
  • centri per l’impiego
  • società di consulenza del lavoro
  • sportelli pubblici di orientamento (es. Informagiovani)
  • centri di orientamento

Esistono, inoltre, altre due professioni dello stesso ambito particolarmente consigliate e un laureato in sociologia:

  • formatore
  • progettista di corsi di formazione

Specialisti in sociologia: un futuro da criminologo o insegnante

A questo punto ti proponiamo due possibili lavori dopo una laurea in sociologia molto diversi tra loro. Al termine degli studi, infatti, puoi decidere di lavorare in ambito investigativo e occuparti di criminologia oppure rivolgerti al settore scolastico.

Nel primo caso, però, non puoi accontentarti della laurea. Devi necessariamente integrare le tue conoscenze iscrivendoti a un master in criminologia. Una volta completato il percorso, hai l’opportunità di collaborare con studi legali, tribunali, questure e forze dell’ordine.

In realtà, potresti anche seguire il percorso professionale di funzionario nell’area della sicurezza e dell’investigazione. Il master in criminologia, infatti, ti prepara a ricoprire questo ruolo. In cosa consiste? Si tratta di una figura che analizza i contesti sociali con lo scopo di prevenire il crimine e aumentare la sicurezza pubblica e privata. Nello specifico le sue mansioni sono le seguenti:

  • prepara e monitora i programmi di sicurezza
  • raccoglie i dati ed esamina le situazioni criminali
  • rileva le dinamiche esistenti tra vittima e autore del reato
  • studia le soluzioni più adatte alla prevenzione dei crimini

Questa figura trova lavoro in enti pubblici, locali e nazionali, che operano nel settore della prevenzione al crimine. Non solo, lavora anche presso i centri di ricerca impegnati nell’area delle discipline criminologiche e delle politiche di sicurezza.

Per quanto riguarda, invece, l’insegnamento è necessario il possesso della laurea magistrale in Sociologia e ricerca sociale (LM-88). Grazie al titolo potrai insegnare nelle scuole superiori. Le tue classi di concorso sono le seguenti:

  • Filosofia e Scienze umane (A-18)
  • Teoria e tecnica della comunicazione (A-65)

Allora, l’elenco di possibili sbocchi lavorativi ti è servito a sgomberare la mente dai dubbi sulla spendibilità di una laurea in sociologia?

Credits immagine: DepositPhoto.com/Wavebreakmedia

Commenti disabilitati su Che lavoro fare dopo una laurea in sociologia? Studiare ad Aosta

Leggi tutto

Cosa fare il giorno prima dell’esame?

Studiare fino all’ultimo secondo o riposare? Se ti stai chiedendo cosa fare il giorno prima dell’esame, sei nel blog giusto. In realtà, la scelta dipende dalla tua preparazione. In generale è sempre buona norma non ridursi all’ultimo momento. Costringersi a fare la nottata per ripassare non è la scelta migliore, perché sarai poco fresco e reattivo il giorno dell’esame.

Per aiutarti ti proponiamo una serie di consigli utili. Troverai suggerimenti validi sia per quando hai studiato tutto il programma sia per quando sei con l’acqua alla gola.

Cosa fare il giorno prima dell’esame? Stancare il corpo

I nemici principali per la buona riuscita di un esame sono ansia e tensione. Se hai studiato tutto e hai persino ripassato, non aprire più libri e quaderni nelle 24 ore antecedenti all’esame.

Il giorno prima dell’esame devi sospendere lo studio. Metti tutto da parte e dedicati a un’unica attività: stancare il corpo. La tua mente, infatti, è già stanca e rilassarsi è molto importante per non aumentare la tensione. La cosa migliore è fare sport, come una corsa, una nuotata o una seduta in palestra. In questo modo scarichi completamente tutto lo stress cumulato nella preparazione dell’esame e arrivi a sera con il livello giusto di stanchezza per farti una bella dormita rigenerante.

Temi di non prendere sonno? Non assumere nulla per dormire. Prova, invece, ad aiutare il riposo in maniera naturale. Qui sotto, trovi un elenco di cibi che favoriscono il sonno:

  • riso, pasta e pane grazie al contenuto di triptofano, amminoacido che rilassa i muscoli e aumenta la sensazione di benessere
  • latte, yogurt e formaggi magri favoriscono l’attivazione della serotonina e aiutano a combattere l’insonnia

Ripasso/studio intelligente per chi non ha studiato

Stai cercando suggerimenti su cosa fare il giorno prima dell’esame perché non sei riuscito a completare il programma? Recuperare tutto in 24 ore è un’impresa titanica. Ti conviene metterti subito l’anima in pace: non puoi portarla a termine.

Se rimandare l’esame alla sessione successiva è impossibile, dovrai dedicarti a uno studio intelligente.

La prima cosa da fare è verificare quali sono gli argomenti più richiesti dal professore. Fai un giro tra amici e colleghi che hanno già sostenuto l’esame per capire quali sono le domande più frequenti. Dopodiché passa alle ricerche online. Ti basta fare una ricerca come “quali sono le domande più frequenti dell’esame X?” Troverai una serie di indicazioni che ti servono a selezionare gli argomenti.

Una volta conclusa la tua ricerca, prepara una scaletta e concentrati solo sugli argomenti più richiesti. Prova cioè a utilizzare il tempo in maniera intelligente. Suddividi le ore disponibili tra lo studio dei temi frequenti che non hai mai affrontato e il ripasso della parte di programma che hai già studiato.

Cosa fare prima degli esami? Ripassa con un amico

Ripassare con un amico è un consiglio valido per tutti. Se hai già studiato, il collega o amico ti serve per condividere ansie e tensioni. State per affrontare la stessa prova e siete la spalla migliore l’uno per l’altro. Insomma, l’amico ha la stessa funzione anti stress di una corsa o di una seduta in palestra.

L’utilità di un collega poi aumenta ancora di più in caso di lacune da colmare o di intere parti di programma da affrontare ex novo.

Il ripasso con l’amico, però, deve essere strategico. Confrontate le vostre tabelle di marcia per capire cosa avete studiato entrambi e cosa avete tralasciato. Dopo aver fatto questo confronto, suddividete il tempo tra argomenti in comune da ripassare e argomenti non in comune da studiare.

Perché bisogna procedere in questo modo? Per risparmiare tempo e ottenere il massimo nelle 24 ore che precedono l’esame. Chiedi al tuo amico di spiegarti le parti di programma che non hai studiato e spiega a lui quelle che gli mancano. Apprenderai così più velocemente gli argomenti che non conosci e ripasserai in maniera più efficace gli argomenti che conosci, grazie alla possibilità di fare da “insegnante” al tuo amico.

Come affrontare il giorno prima dell’esame: fai una simulazione

L’ultimo consiglio pratico della nostra guida “cosa fare il giorno prima dell’esame” è molto semplice: fai una simulazione.

Hai studiato tutto bene? Oppure hai studiato poco? Non fa nulla, il consiglio è applicabile in entrambe le situazioni. Per superare un esame bisogna sapere esattamente in cosa consiste la prova. 

Nel caso di test scritto, per esempio, la simulazione è molto semplice. Cerca le domande delle sessioni precedenti e prova a rispondere. Riproduci esattamente le condizioni dell’esame. Usa cioè un cronometro e rispondi entro i minuti previsti. Se hai studiato bene, la simulazione ti darà la sicurezza necessaria per affrontare l’esame con serenità.

Quando la preparazione è lacunosa, invece, la simulazione è un modo per studiare usando in maniera intelligente il tempo a disposizione. Rispondi alle domande e verifica gli errori. In questo modo studi gli argomenti che non conosci in maniera più rapida e ti eserciti in vista della prova.

Credits immagine: DepositPhoto.com/Olly18

Commenti disabilitati su Cosa fare il giorno prima dell’esame? Studiare ad Aosta

Leggi tutto

Quali sono le opinioni su Unicusano?

Sei alle prese con la scelta del tuo percorso universitario e hai digitato online recensioni Unicusano? La diffusione del digitale ha fatto sì che oggi sia possibile scegliere l’università leggendo le opinioni di studenti ed ex studenti. Spulciare i feedback degli altri iscritti è un ottimo modo per farsi un’idea e decidere la facoltà e l’università a cui iscriversi.

Allora, leggi qui sotto le recensioni Unicusano. Vedrai che ti saranno utilissime per sfatare qualche luogo comune riguardo le università telematiche.

Opinioni Unicusano: qualche dato sull’Università telematica

Unicusano propone corsi di laurea triennale e magistrale in sei diverse aree di studio:

  • laurea triennale e magistrale in economia
  • laurea in giurisprudenza
  • laurea triennale e magistrale in psicologia
  • lauree triennali e magistrali in ingegneria (civile, elettronica, industriale, gestionale, meccanica)
  • laurea triennale e magistrale in scienze politiche
  • laurea triennale e magistrale nell’area formativa (scienze dell’educazione e della formazione e scienze pedagogiche)

La formazione si svolge a distanza in modalità e-learning. Il decreto legislativo, pubblicato il 17 aprile del 20003, ha consentito inoltre il riconoscimento dell’ateneo da parte del MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca). Questo significa che la tua laurea Unicusano ha la stessa validità legale di quella che potresti conseguire in una qualsiasi università italiana non telematica.

Se sei titubante  sulla qualità dei corsi forniti, ci pensa l’ANVUR a sciogliere qualsiasi dubbio grazie alle sue valutazioni positive. Di cosa si tratta? L’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) è un’ente che si occupa del controllo della formazione universitaria nazionale secondo una serie di parametri prestabiliti. Puoi stare, dunque, tranquillo riguardo l’alto livello qualitativo della formazione erogata da Unicusano. 

Recensioni Unicusano Aosta

DepositPhoto.com/pressmaster

Recensioni Unicusano: cosa ne pensano gli studenti della formazione a distanza

Dopo questa piccola panoramica, passiamo al tema principale: le recensioni Unicusano di studenti ed ex studenti.

Uno dei nodi principali è quello della formazione e-learning. La scuola tradizionale ti abitua, infatti, alle lezioni frontali con il professore in aula. È normale, dunque, nutrire un po’ di scetticismo nei confronti di una formula nuova. Sarai sicuramente assalito da dubbi come: consente lo stesso livello formativo di una lezione in presenza? E la piattaforma con le video lezioni è facile da usare e soprattutto funziona senza intoppi?

Riguardo quest’ultimo punto, per esempio, i feedback sono molto positivi:

La piattaforma è fruibile 24/24 ore, le lezioni si possono ascoltare un numero illimitato di volte.

 

La piattaforma dove seguire le lezioni è veramente ben fatta, ho la possibilità di vedere le lezioni quando voglio e di scaricare le dispense e tutti gli altri materiali.

Un dubbio classico è il seguente: “se non ho capito bene, come faccio?”. Puoi tornare indietro e riascoltare il passaggio/i passaggi più complessi tutte le volte che vuoi fino a quando i concetti non ti sembreranno chiari. Non solo, in caso di problemi hai la possibilità di rivolgerti sia ai docenti che ai tutor.

Recensioni Unicusano su docenti e tutor

Un altro degli aspetti che gli studenti sottolineano spesso nelle recensioni è la disponibilità e la preparazione del corpo docente.

I professori sono selezionati con cura e dotati di ottimi curriculum accademici. È bene sottolinearlo perché spesso le università telematiche sono vittime di un pregiudizio. È opinione comune cioè che il corpo docente sia meno illustre di quello delle università non telematiche. Non solo non è così, ma Unicusano ti consente persino di verificarlo in prima persona. Prima di iscriverti puoi controllare online i curriculum dei docenti. Clicchi sul singolo corso e accedi alla scheda del professore.

Se non ti basta, ci sono tante recensioni Unicusano sui professori e sui tutor. Questi ultimi, per esempio, ti assistono fornendoti informazioni e aiutandoti a superare i piccoli intoppi del percorso:

I prof. disponibili negli innumerevoli incontri online che mettono a disposizione ogni settimana.

 

I professori sono molto competenti, i tutor ti seguono e e ti supportano nello studio e il materiale didattico è esaustivo.

 

Nell’ultima sessione, anche grazie al mio tutor, sono riuscito a sostenere addirittura tre esami: non mi era mai accaduto nella mia precedente esperienza universitaria.

Opinioni Unicusano: conciliazione studio-lavoro e opportunità professionali

Unicusano è nata per consentire a tutti di lavorare e studiare contemporaneamente. La formula, infatti, è stata messa a punto per favorire il conseguimento di un titolo specialistico agli studenti-lavoratori.

Sei scettico riguardo questo aspetto? Ti chiedi come sia possibile? È la modalità e-learning che rende conciliabile lo studio e le attività lavorative. Le recensioni Unicusano di ex studenti sottolineano proprio il risparmio di tempo consentito dalle video lezioni, dalla riduzione della burocrazia e dall’assistenza dei tutor. Devi solo prepararti e dare l’esame, eliminando tutta una serie di incombenze che portano via tempo e fatica:

Quest’università mi ha permesso di ampliare le mie conoscenze senza farmi rinunciare al lavoro e lavorando in ambito sanitario la mia presenza in ospedale in un periodo di pandemia era necessaria e indispensabile.

Molto positive anche le opinioni sul post-laurea. Unicusano, infatti, ha creato la formula “Stage & Job Opportunities” che consente agli studenti un primo approccio con il mondo del lavoro particolarmente apprezzato.

Credits immagine: DepositPhoto.com/Syda_Production

Commenti disabilitati su Quali sono le opinioni su Unicusano? Studiare ad Aosta

Leggi tutto

Marketing fieristico: ecco cosa devi sapere

Sei alla ricerca di informazioni sul marketing fieristico? Si tratta di una branca del marketing fondamentale per quanti vogliono intraprendere l’attività di organizzatori di eventi. Oggi, la partecipazione a una fiera di settore passa necessariamente attraverso mesi di preparazione promozionale.

Se ti interessano eventi come i matrimoni, per esempio, le fiere sposi sono un passaggio obbligato per acquisire la giusta visibilità nel settore. Per approfondimenti su questo specifico ambito, ti consigliamo ti dare un’occhiata alla nostra guida Come diventare wedding planner. Nel caso tu sia interessato al marketing fieristico in generale, mettiti comodo e prosegui la lettura.

Marketing fieristico: cos’è

Nella definizione di marketing fieristico rientrano tutte quelle attività che precedono e seguono la partecipazione a una fiera. Per rendere proficua la presenza a un evento così costoso, infatti, bisogna compiere una serie di azioni preliminari, tra cui selezionare con attenzione il tipo di fiera. Se l’azienda vuole allargare i mercati di riferimento, la scelta deve ricadere su un appuntamento internazionale. Al contrario, quando l’obiettivo è migliorare la “brand reputation” si può puntare su appuntamenti nazionali più piccoli.

Dopo la fase di selezione, inizia l’attività di marketing fieristico. Quest’ultimo consiste in una serie di attività, tra cui la definizione del target di riferimento e l’elaborazione di un strategia promozionale. Di solito, le attività di marketing prima e durante prevedono:

  • utilizzo dei canali social per annunciare la partecipazione all’evento (post, foto, video e così via)
  • cura del blog aziendale con articoli appositi sulla fiera e sull’attività di preparazione alla partecipazione
  • realizzazione di annunci con la notizia della presenza in fiera pochi giorni prima
  • creazione di volantini e brochure da distribuire durante la fiera
  • realizzazione/implementazione di un database di clienti da riempire con i contatti raccolti in fiera

Attività promozionali post fiera

Il marketing fieristico non finisce con lo smantellamento dello stand, ma continua anche dopo con attività di questo tipo:

  • pubblicazione di articoli e post per raccontare l’esperienza della fiera
  • invio di mail ai contatti raccolti in fiera entro 4/5 giorni dalla fine dell’evento
  • compilazione di un report con le strategie adottate, i risultati ottenuti e le eventuali criticità riscontrate

Il cuore dell’attività post fiera è il contatto con i nuovi potenziali clienti. Per questo motivo i nominativi vengono categorizzati in modo da creare delle campagne di e-mail marketing più mirate. Cosa significa? Poniamo che lavori per un’azienda specializzata nel settore delle aspirapolvere industriali. Il tuo personale di contatto allo stand ha raccolto delle informazioni. Ha registrato, per esempio, l’interesse dell’ipotetico nuovo cliente Mario Rossi per un prodotto come le lucidatrici per pavimenti. Questo dato è prezioso perché serve a costruire delle mail personalizzate. Il maggior grado di personalizzazione, infatti, rende più efficace la comunicazione commerciale e depone a favore della possibilità che quel contatto passi da cliente potenziale a cliente effettivo.

Le opportunità lavorative

Ti piacerebbe occuparti in maniera professionale di marketing fieristico? Ebbene, dovrai seguire un percorso di studi ad hoc. Si tratta, infatti, di un’attività che presuppone specifiche competenze.

Concentrarti su una branca del marketing, inoltre, ti permette di trovare più facilmente la tua collocazione lavorativa. Approfondire un determinato settore, come il marketing turistico, il fashion marketing, il food marketing, ti consente cioè di trasformati in un esperto, una sorta di punto di riferimento per gli operatori di quell’ambito. 

Il settore fieristico ha tante figure professionali al suo interno. Oggi quella dell’esperto di marketing è una delle più richieste, insieme a quella degli esperti in turismo fieristico. Per iniziare puoi scegliere percorsi universitari come i seguenti:

Se hai già finito l’università, puoi specializzarti comunque iscrivendoti a un master in marketing. Seguire un percorso di studi mirato è sempre un’ottima scelta. Ti consente, infatti, di avere il giusto bagaglio di conoscenze per intraprendere questo percorso professionale.

Competenze richieste per occuparsi di marketing fieristico

Per ricoprire il ruolo di esperto in marketing fieristico devi possedere una serie di competenze:

  • marketing strategico
  • social media marketing
  • approfondita conoscenza del sistema fieristico e congressuale
  • design e grafica degli spazi espositivi
  • analisi dei dati e statistica di base

Non solo, questa professione presuppone alcune caratteristiche personali come la propensione al lavoro in team e al problem solving, buone capacità relazionali e una notevole flessibilità. Soprattutto in prossimità delle date delle fiere, le ore di lavoro aumentano notevolmente, così come la pressione. Bisogna, dunque, avere la capacità di gestire l’ansia e di sopportare grossi carichi lavorativi. È richiesta anche una certa propensione agli spostamenti. Viaggiare per lavoro è una delle mansioni di chi si occupa di marketing fieristico.

Ovviamente, come tutte le professioni di questo settore, si può svolgere sia come dipendenti che come liberi professionisti. Puoi cioè avere l’opportunità di lavorare per un’agenzia di comunicazione specializzata oppure offrire i tuoi servizi come libero professionista alle aziende impegnate nella partecipazione a un evento fieristico. 

Credits immagine: DepositPhoto.com/Adriano Castelli

Commenti disabilitati su Marketing fieristico: ecco cosa devi sapere Studiare ad Aosta

Leggi tutto

Marketing territoriale: cos’è e cosa studia

Sei alla ricerca di informazioni sul marketing territoriale? Prima di approfondire l’argomento, è bene dare una semplice e breve definizione di questa branca del marketing. Si tratta, infatti, di un insieme di attività per la promozione di luoghi turistici. L’azione promozionale può interessare una intera città o una intera nazione o una porzione di territorio costituito da più località. Per saperne di più continua la lettura del nostro approfondimento. 

Marketing del territorio: come funziona

Il marketing territoriale include tutte quelle azioni di promozione volte a valorizzare un territorio e ad aumentarne l’attrattiva turistica.

Come funziona? Si parte dall’analisi delle caratteristiche delle località e dai servizi offerti. Dopodiché si progettano una serie di azioni strategiche per mettere in luce le peculiarità del territorio, esaltarne la bellezza e sottolineare l’offerta turistica.

I piani di marketing territoriale hanno cioè come obiettivi la valorizzazione dei territori e il loro rilancio e sviluppo dal punto di vista turistico, economico e sociale.

Non si tratta dunque di programmi di breve durata. Cosa significa? Non basta qualche mese di promozione per rilanciare seriamente un territorio. I piani di marketing devono essere articolati e lunghi per ottenere i risultati sperati.

Piani di marketing territoriale: chi è coinvolto

Un buon piano di marketing turistico deve coinvolgere più soggetti, tra cui imprese turistiche locali, associazioni culturali, enti territoriali, realtà enogastronomiche, imprese locali, pubbliche amministrazioni e potenziali investitori.

Una volta condotte le analisi preliminari e individuati i soggetti da coinvolgere, si passa a definire con precisione le azioni da intraprendere e il target di riferimento. Le azioni variano a seconda che l’obiettivo consista, per esempio, nell’attirare nuovi investitori o nell’aumentare l’afflusso turistico.

Un altro passaggio molto importante è quello relativo all’individuazione delle peculiarità del territorio. È compito di chi si occupa di marketing scovare tutti quegli aspetti che rendono unica quella data località, contraddistinguendola da tutte le altre. Nel marketing tradizionale si parla di USP, vale a dire di unique selling proposition traducibile come proposta di vendita unica. Ebbene, lo stesso procedimento va attuato anche per il turismo. Quella caratteristica peculiare, infatti, va trasformata nel biglietto da visita del territorio.

In cosa consiste un piano di marketing del territorio?

Dopo tutta la fase di analisi e studio, si passa alla definizione delle azioni da mettere in atto. Qui di seguito alcune delle attività tipiche del marketing territoriale:

  • strutturazione di un network di servizi. Creazione cioè di una rete di alberghi, ristoranti, musei e centri servizi che collaborano tra loro per rispondere a tutte le richieste dei turisti
  • creazione di un marchio/simbolo che definisca l’intera area con precisione e che sia facilmente riconoscibile e memorizzabile
  • realizzazione di un portale web territoriale
  • lancio di app turistiche per la fruizione dei servizi o delle informazioni sulle diverse località
  • promozione di festival ed eventi del territorio
  • creazione di brochure e guide
  • realizzazione di progetti di promozione e valorizzazione destinati all’estero

L’importanza del web e dei social per il marketing territoriale

Gli strumenti più utili per valorizzare il territorio sono senza dubbio quelli digitali. Costruire un sito web territoriale pensato per l’usabilità e contenente tutte le informazioni è un primo passo fondamentale. È bene anche preoccuparsi dell’aggiornamento costante. Solo se l’utente trova sempre informazioni corrette, utilizza il sito come punto di riferimento. Orari, giorni di chiusura delle attività, modifiche dovute a situazioni fuori dall’ordinario e così via: sono tutte informazioni che un buon curatore monitora con attenzione.

Sono fondamentali anche i social. Foto e video dei territori sono dei potenti veicoli promozionali. Collaborazioni con blog di viaggio, influencer e gestori di pagine Instagram dedicate ai viaggi sono un ottimo mezzo per promuovere il territorio, soprattutto quando si tratta di personaggi con tanti follower. Sviluppare progetti social per aumentare la visibilità di una località è un’altra attività tipica di chi è impegnato nel marketing territoriale.

Gli sbocchi lavorativi

Se vuoi occuparti in maniera professionale di marketing territoriale, devi seguire un percorso specifico. Non si tratta di una professione che è possibile improvvisare così su due piedi.

Hai terminato le superiori e vuoi capire quale percorso seguire? Hai una certa varietà di scelta davanti a te, che va dalle facoltà umanistiche a quelle economiche fino a quelle dell’ambito comunicativo. Di solito, i lavoratori nel settore turistico hanno seguito percorsi di studi riguardanti la storia dell’arte e le lingue straniere.

Dopo aver conseguito un titolo di studio, come quelli appena elencati, è consigliabile iscriversi a un master specifico. Unicusano, per esempio, ti propone il master di I livello in Tourism Management. Si tratta di un corso annuale da 1500 ore che prevede la formula della formazione a distanza. Potrai cioè lavorare e seguire contemporaneamente il master. Per farti un’idea delle materie da studiare dai un’occhiata alla lista qui di seguito:

  • analisi e problematiche di sviluppo dello scenario turistico, nazionale e internazionale
  • management e governance della destinazione turistica
  • gestione dei punti di attrazione
  • creazione e promozione del prodotto turistico
  • valorizzazione del patrimonio turistico
  • marketing territoriale
  • marketing dell’accoglienza turistica

Credits immagine: DepositPhoto.com/Rawpixel

Commenti disabilitati su Marketing territoriale: cos’è e cosa studia Studiare ad Aosta

Leggi tutto

Che lavoro si può fare con la laurea in lettere?

Stai per iniziare il tuo percorso universitario e vuoi capire che lavoro si può fare con la laurea in lettere? Oggi, questo titolo offre diversi sbocchi professionali. Non devi necessariamente fare l’insegnante. Lettere e insegnamento, infatti, non sono più un binomio inscindibile. Leggi la nostra guida e scopri perché conviene iscriversi alla facoltà di lettere dellUniversità di Aosta.

Gli sbocchi tradizionali della laurea in lettere

La nostra guida “che lavoro si può fare con la laurea in lettere” inizia con le professioni tradizionali. Se vuoi insegnare, queste sono le tue classi di concorso:

  • A-11: Discipline letterarie e latino
  • A-12: Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado
  • A-13: Discipline letterarie, latino e greco
  • A-22: Italiano, storia e geografia nella scuola secondaria di I grado

Per accedere all’insegnamento devi conseguire la laurea magistrale. Puoi scegliere, per esempio, la laurea in Lettere – Scienze Umanistiche della classe LM-14.

Non c’è bisogno di aspettare un concorso per mettere un primo passo nella scuola. Puoi fare da subito le supplenze inviando una domanda di messa a disposizione in tutte le scuole di una determinata provincia.

Lavorare come tecnico delle biblioteche o libraio

Se ami il contatto con il pubblico, il mestiere perfetto è quello di bibliotecario o libraio. È sufficiente una laurea triennale in lettere per accedere a entrambe le professioni.

Il tecnico delle biblioteche, per esempio, cataloga i libri, registra i nuovi lettori, si occupa di prestiti e consultazioni e segue il mondo editoriale per stabilire quali titoli aggiungere ai cataloghi.

Il libraio svolge più o meno le stesse mansioni, con l’aggiunta della parte commerciale. A differenza del bibliotecario, infatti, il libraio consiglia saggi e romanzi e gestisce la fase di vendita.

Laurea in lettere? Lavora come operatore museale

Che lavoro si può fare con la laurea in lettere? Se ami l’arte, puoi scegliere il percorso per diventare operatore museale. Si tratta di una professione molto completa e soddisfacente, accessibile con la laurea triennale o magistrale. L’operatore museale si occupa di progettare le esposizioni e gestire il contatto con il pubblico. Non solo, completano il profilo mansioni come catalogare e inventariare le collezioni presenti nel museo, progettare iniziative didattiche e condurre attività di ricerca e documentazione.

L’operatore museale può lavorare all’interno di istituzioni sia pubbliche che private. In quest’ultimo caso l’accesso avviene tramite concorso. Questa professione è perfetta anche se ami gli spostamenti in quanto il lavoro è molto dinamico e prevede diversi viaggi nel corso dell’anno.

Lavoro digitale: editor e copywriter

La laurea in lettere è indicata per tutta una serie di professioni del digitale. Se hai una propensione per marketing e pubblicità, puoi optare per il ruolo di copywriter. Questo professionista si occupa della redazione di testi per campagne pubblicitarie, inserzioni, newsletter, landing page e così via.

In realtà, gli sbocchi digitali possibili con un titolo in materie umanistiche sono numerosi:

  • editor
  • web content
  • content manager
  • ghostwriter
  • blogger
  • social media manager
  • revisore di testi

Per intraprendere questi percorsi sono a disposizione lauree specifiche, istituite di recente dalle università italiane. Unicusano, per esempio, ti propone la laurea in lettere con curriculum Diffusione della conoscenza umanistica nelle forme multimediali.

Mediatore linguistico e culturale

Che lavoro si può fare con la laurea in lettere? Il mediatore è la professione consigliata per quanti amano il contatto con altre culture. Questo professionista, infatti, si occupa di favorire la comunicazione tra individui, gruppi e organizzazioni appartenenti a paesi stranieri.

Il mediatore opera nei seguenti settori:

  • enti locali e nazionali
  • ambasciate e consolati
  • scuole pubbliche e private
  • aziende private
  • servizi sociali, carceri, consultori, ASL e ospedali
  • associazioni e cooperative

Il mediatore può lavorare come autonomo oppure stipulare contratti di collaborazione per progetti specifici.

Lavorare come linguisti

Oggi ci sono diverse nuove possibilità lavorative per gli esperti di linguaggio. Grandi aziende del mondo digitale, per esempio, ricercano il cosiddetto linguista computazionale. È un professionista che abbina le conoscenze linguistiche con quelle tecniche e si occupa di linguaggio umano e sistemi informatici.

Non solo, un altro sbocco possibile è il linguista forense. Di cosa si occupa? Fornisce delle consulenze in diversi settori:

  • diritto – analisi e interpretazione di testi per indagini su plagio e diritto d’autore
  • processi – consulenze per gli investigatori su audio e testi
  • prove – analisi di confessioni, dichiarazioni, lettere di suicidio e lettere minatorie

Uno dei casi più famosi risolti grazie all’intervento dei linguisti forensi è stato quello di Unabomber. Il dinamitardo inviò ai giornali un manifesto nel 1995. Grazie al lavoro della linguistica forense sul testo del manifesto si arrivò alla conclusione che Unabomber provenisse dalla città di Chicago. L’FBI chiese aiuto ai cittadini per segnalare persone corrispondenti al profilo. Ebbene, il fratello del dinamitardo riconobbe sia lo stile che le idee e favorì l’identificazione.

Allora, cosa ne pensi: la guida qui sopra “che lavoro si può fare con la laurea in lettere” ti ha convinto a iscriverti?

Credits immagine: DepositPhoto.com/Yulan

Commenti disabilitati su Che lavoro si può fare con la laurea in lettere? Studiare ad Aosta

Leggi tutto

Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

I dati personali da Lei inseriti saranno comunicati dall'Università ai propri uffici per iniziative formative mediante l'invio di informative promozionali