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Laurea triennale in sociologia ad Aosta con il Percorso Eccellenza

La laurea triennale in sociologia ad Aosta con il Percorso Eccellenza è un’ottima scelta dal punto di vista delle soddisfazioni professionali e degli sbocchi lavorativi.

Il titolo conseguito, infatti, ti prepara alla professione di tecnico dell’acquisizione delle informazioni e tecnico dei servizi per l’impiego. Potrai cioè lavorare nelle amministrazioni pubbliche, nelle organizzazioni del terzo settore e nelle imprese private.

Guida alla laurea triennale in sociologia ad Aosta

Il piano di studi della laurea triennale in sociologia prevede sia l’acquisizione delle competenze teoriche in ambito sociologico sia la padronanza delle tecniche di raccolta, elaborazione e interpretazione dei dati.

Nel corso dei tre anni, infatti, sosterrai esami in materie come sociologia generale, metodologia della ricerca sociale, statistica, modelli di analisi per la ricerca qualitativa e quantitativa e organizzazione aziendale.

Che cos’è il Percorso Eccellenza

L’Università Nicolò Cusano ha messo a punto il Percorso Eccellenza con l’intento di andare incontro ai propri studenti. Sono previsti, infatti, due elementi di novità rispetto ai percorsi classici:

  • esami a esoneri
  • supporto di un mentore

Come funziona la laurea triennale in sociologia

Le lezioni sono disponibili online sulla piattaforma e-learning della facoltà. Potrai, dunque, seguire i corsi in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo.

Oltre alle materie elencate sopra, il piano di studi include un esame di informatica, uno di lingua straniera e due con materia a tua scelta. L’elaborazione e la discussione pubblica della tesi è possibile solo dopo il conseguimento di 180 crediti formativi. 

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

La differenza principale tra una laurea triennale in sociologia classica e una con il Percorso Eccellenza riguarda la modalità con cui si sostengono gli esami.

Non è previsto cioè l’esame finale con tutto il programma del corso. Gli esami sono suddivisi in esoneri, concepiti per facilitare lo studio e agevolare il rispetto del piano di studio senza il rischio di andare fuori corso.

I benefici per lo studente

I benefici del Percorso Eccellenza non si esauriscono con gli esoneri. Troverai particolarmente utile anche il sostegno del mentore, perché si tratta di un supporto personalizzato rivolto a ciascuno studente.

Il mentore è generalmente un ricercatore Unicusano specializzato proprio in sociologia. Questo significa che fornisce un supporto specifico e può davvero rispondere a qualsiasi dubbio o perplessità.

Per iscriversi al Percorso Eccellenza è necessario il pagamento di una retta di importo pari a 5000 euro. Vuoi avere qualche informazione in più sulla laurea triennale in sociologia con questa modalità? Compila il form a lato e invia la tua richiesta.

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Laurea magistrale in ingegneria informatica ad Aosta con il Percorso Eccellenza

La laurea magistrale in ingegneria informatica ad Aosta con il Percorso Eccellenza ha una durata biennale ed è improntata alla formazione di progettisti di software, analisti di sistema e specialisti in sicurezza informatica.

Una volta conseguito il titolo universitario, potrai lavorare come libero professionista oppure come dipendente in tante aziende diverse, da quelle di hardware e software a quelle specializzate in automazione.

Guida alla laurea magistrale in ingegneria informatica ad Aosta

Per l’iscrizione alla laurea magistrale in ingegneria informatica è necessario il possesso del titolo triennale della classe di studi L-8 o di altre classi.

Il piano di studi prevede il conseguimento di 120 crediti formativi. Per ottenerli dovrai sostenere esami riguardanti l’intelligenza artificiale, l’ingegneria del software, i sistemi distribuiti e la blockchain, le strutture dati per i Big Data e non solo. 

Che cos’è il Percorso Eccellenza

Unicusano ha deciso di andare incontro agli studenti con la nuova formula del Percorso Eccellenza. In cosa consiste? Avrai a disposizione una modalità differente per sostenere gli esami e potrai contare sul supporto della figura del mentore. Quest’ultimo è in genere un ricercatore di Unicusano, specializzato proprio in ingegneria informatica.

Come funziona la laurea magistrale in ingegneria informatica

Le lezioni saranno disponibili sulla piattaforma e-learning. Dovrai semplicemente collegarti per seguire i corsi comodamente da casa. Per sostenere gli esami, invece, raggiungerai l’ateneo di Aosta.

Il piano di studi della laurea magistrale in ingegneria informatica prevede, inoltre, un tirocinio formativo da seguire prima della tesi finale. Grazie al tirocinio avrai anche un primo approccio con il mondo del lavoro.

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

La principale differenza con una laurea magistrale tradizionale è nella modalità degli esami. Il programma dei singoli corsi, infatti, è suddiviso in esoneri.

Grazie a questa differenza il Percorso Eccellenza facilita il raggiungimento dei tuoi obiettivi universitari, ti consente di ottimizzare i tempi e di rispettare il piano di studi e favorisce l’approfondimento delle singole materie.

I vantaggi per lo studente

Grazie al Percorso Eccellenza, riuscirai a pianificare meglio i tempi da dedicare allo studio. Gli esoneri, inoltre, renderanno meno stressante la preparazione di un esame, soprattutto se stai già lavorando.

Non solo, potrai fare affidamento anche sulla figura del mentore. A differenza dei tutor, il mentore è a disposizione per un supporto personalizzato in caso di dubbi, difficoltà e incertezze.

La retta annuale per la modalità telematica integrata ammonta a 5000 euro. Ti interessa saperne di più sulla laurea magistrale in ingegneria informatica con il Percorso Eccellenza? Compila il form e riceverai subito tutte le risposte alle tue domande.

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Laurea in ingegneria elettronica e telecomunicazioni ad Aosta con il Percorso Eccellenza

La laurea in ingegneria elettronica e telecomunicazioni ad Aosta con il Percorso Eccellenza ti consente di acquisire una preparazione in linea con le attuali richieste del mondo del lavoro.

Il titolo conseguito, infatti, ti permetterà di lavorare come libero professionista oppure come dipendente nel settore pubblico e privato all’interno di aziende di telecomunicazione, imprese manifatturiere, società di trasporti e non solo.

Guida alla laurea triennale in ingegneria elettronica e telecomunicazioni ad Aosta

Per l’iscrizione è necessario il possesso del diploma di scuola superiore. Dopo aver sostenuto un test di ingresso non vincolante, potrai seguire le lezioni per il conseguimento dei 180 crediti formativi.

Il piano di studi prevede: insegnamenti di base di fisica, matematica e lingua inglese e insegnamenti attinenti all’area ingegneristica, tra cui elettronica, campi elettromagnetici e sistemi di elaborazione delle informazioni.

Che cos’è il Percorso Eccellenza

Il Percorso Eccellenza nasce per facilitare il conseguimento della laurea per tutti gli iscritti e include due novità rispetto ai corsi di studi classici:

  • la figura del mentore
  • la suddivisione degli esami in esoneri

Come funziona la laurea  triennale in ingegneria elettronica e telecomunicazioni

La laurea triennale prevede il raggiungimento di 60 CFU per ogni anno accademico. Potrai seguire le lezioni sulla piattaforma e-learning della facoltà e sostenere gli esami direttamente in sede.

Prima della tesi finale dovrai anche prendere parte a un tirocinio formativo. Per quanto riguarda la tesi, invece, le opzioni sono due: la redazione di un elaborato sotto la guida del proprio relatore oppure lo sviluppo di un progetto presso una della realtà aziendali in partnership con Unicusano.

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

La principale differenza tra la laurea in ingegneria elettronica e telecomunicazioni con il Percorso Eccellenza e quella tradizionale è nella modalità degli esami.

Se la formula tradizionale prevede esami su tutto il programma di ogni singolo corso, quella con il Percorso Eccellenza li suddivide in esoneri. Questo significa che potrai spezzettare la preparazione, ottimizzare i tempi e concentrarti su micro programmi. In questo modo rispetti il piano di studi e riesci ad approfondire meglio le tue conoscenze.

I vantaggi per lo studente

Oltre al vantaggio degli esoneri, la laurea con il Percorso Eccellenza ha un altro elemento a tuo favore: il mentore.

A differenza dei tutor, ogni mentore è assegnato a un unico corso di laurea e di solito è un ricercatore di Unicusano. Si tratta cioè di una figura specializzata in ingegneria elettronica e telecomunicazioni, capace di offrire un sostegno personalizzato a ciascuno studente.

Per accedere alla formula del Percorso Eccellenza è prevista una retta annuale pari a 5000 euro. Ti piacerebbe saperne di più? Compila il form a lato e invia la tua richiesta di informazioni.

Credits immagine: DepositPhoto.com/Makaule

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Laurea triennale in ingegneria informatica ad Aosta con il Percorso Eccellenza

La laurea triennale in ingegneria informatica ad Aosta ti fornisce un bagaglio di conoscenze tali da rispondere alle richieste del moderno mondo del lavoro.

Una volta conseguito il titolo, infatti, potrai svolgere la professione di programmatore o gestore di sistemi telematici in diverse realtà lavorative, tra cui aziende di hardware e software.

Guida alla laurea triennale in ingegneria informatica ad Aosta

Per poter accedere alla laurea triennale in ingegneria informatica devi avere il diploma di scuola superiore e sostenere un test di ingresso non vincolante.

Il piano di studi prevede il conseguimento di 180 crediti formativi ed è articolato con insegnamenti di base di fisica e matematica, insegnamenti appartenenti all’area ingegneristica e insegnamenti specifici in ambito elettronico e informatico.

Che cos’è il Percorso Eccellenza

La laurea triennale in ingegneria informatica con il Percorso Eccellenza presenta delle importanti novità rispetto ai percorsi tradizionali.

Avrai, infatti, a disposizione un mentore. Si tratta di una figura di supporto, solitamente un ricercatore Unicusano, che svolge un’attività di affiancamento personalizzata. A differenza dei tutor, inoltre, ogni mentore si occupa solo di uno specifico corso di laurea. Non solo, potrai sostenere gli esami suddividendoli in esoneri.

Come funziona la laurea  triennale in ingegneria informatica

Le lezioni sono disponibili sulla piattaforma e-learning della facoltà. A seconda delle tue esigenze hai la possibilità di seguire online oppure di assistere in presenza.

Il corso è pensato secondo una filosofia job oriented. Prima della tesi finale, infatti, è previsto un tirocinio formativo che prepara all’ingresso nel mondo del lavoro.

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

Qui di seguito tutte le caratteristiche principali del Percorso Eccellenza:

  • supporto costante del mentore
  • suddivisione degli esami in esoneri

Il nuovo percorso è nato per garantire un’offerta formativa ancora più mirata al conseguimento dei tuoi obiettivi di studio. Gli esoneri, infatti, permettono di laurearsi nei tempi prestabiliti e con una preparazione più approfondita per ciascuna materia.

I vantaggi per lo studente

Grazie al Percorso Eccellenza usufruisci di vantaggi come una persona della facoltà di ingegneria informatica a disposizione per qualsiasi dubbio o necessità.

La modalità degli esoneri, tra l’altro, ti facilita nella pianificazione dello studio perché potrai suddividere i programmi in più step. Si tratta di un’indubbia facilitazione in quanto non ci sarà più l’esame tradizionale, in cui il professore verifica la preparazione sull’intero programma del corso.

Per quanto riguarda il costo, la retta annuale per la metodologia telematica integrata ammonta a 5.000 euro.

Vuoi maggiori informazioni? Compila subito il form e invia la tua richiesta.

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Come diventare animatore: studi e possibilità

Vuoi capire come diventare animatore perché ti piacerebbe lavorare con i bambini? La professione di animatore prevede diversi sbocchi.

Oggi, infatti, esiste una duplice possibilità: l’animatore sociale e l’animatore per i più piccoli. In quest’ultimo caso, per esempio, puoi seguire un iter formativo per organizzatore di eventi che ti consenta di ampliare ulteriormente le tue chance professionali.

Qui sotto la nostra guida completa per aiutarti a capire come diventare animatore.

Animatore sociale: le attività educative con i più piccoli

L’animatore sociale lavora con bambini, adolescenti, anziani, portatori di handicap e persone affette da disagio psichico. La professione consiste nell’organizzare attività educative e di intrattenimento che prevedono il gioco, la musica, il teatro e l’artigianato.

Se vuoi capire come diventare animatore per lavorare con queste categorie, dovrai seguire un percorso formativo preciso.

In realtà, sono necessarie anche una serie di qualità personali:

  • amore per il prossimo
  • capacità di empatia
  • creatività
  • allegria
  • pazienza
  • capacità organizzative
  • capacità di ascolto
  • sensibilità alle condizioni di disagio

Per poter svolgere questa attività, bisogna aver seguito un percorso universitario in Scienze dell’educazione. È importante, infatti, possedere nozioni in:

  • sociologia, pedagogia e psicologia
  • comunicazione verbale e non verbale
  • nozioni di pronto soccorso e anatomia
  • diritto sociale

Come diventare animatore per bambini

Se il tuo obiettivo, invece, è diventare animatore per bambini in ludoteche, scuole, campi estivi ed eventi, il percorso è diverso da quello descritto sopra.

Avrai a che fare con bambini di età compresa tra i 2 e i 12 anni e dovrai avere le seguenti competenze:

  • capacità di organizzazione di una festa
  • creazione di giochi musicali e di coreografie di baby dance
  • realizzazione di spettacoli con i burattini
  • gestione di attività ludiche e sfide a squadre
  • realizzazione di sculture di palloncini

Le sculture di palloncini e il trucca bimbi sono tra le attività più richieste. Per questo non puoi fare subito l’animatore, ma dovrai seguire dei corsi specifici. Proprio come chi vuole organizzare eventi e matrimoni e cerca di capire come diventare wedding planner. Nessuna di queste attività può cioè essere frutto di improvvisazione.

Quanto guadagna un animatore per bambini

Un animatore per bambini lavora di solito per agenzie specializzate e riceve un compenso che varia a seconda del tipo di lavoro.

Se si occupa di feste di compleanno o di matrimoni e lavora in maniera sporadica, può ottenere un compenso a singola chiamata che si aggira sui 50/70 euro netti.

Parliamo cioè di professionisti con una partita IVA, che gestiscono il proprio tempo in base agli impegni.

È chiaro che la maggior parte degli eventi saranno durante il fine settimana. Il sabato e la domenica, infatti, sono il momento più impegnativo della settimana. In realtà, il periodo di lavoro più intenso è quello estivo, a cui si aggiungono tutte le varie feste annuali, da Natale a Halloween fino a Carnevale.

Diverso è il caso in cui l’animatore sia assunto presso una struttura come una ludoteca o un centro ricreativo. In queste situazioni riceve un normale stipendio da dipendente, che varia a seconda del tipo di contratto sottoscritto con il datore di lavoro.

Creare un’attività autonoma come animatore

Il modo migliore per trasformare la professione di animatore in un lavoro redditizio è aprire una propria agenzia. Se si svolge l’attività presso le abitazioni dei clienti o presso strutture come alberghi e centri ricreativi, la soluzione dell’agenzia è davvero a portata di mano. Diventa, invece, più complessa la formula che prevede un’agenzia con un proprio spazio da affittare ai clienti come location di feste e compleanni.

Nel caso di agenzia senza un proprio spazio eventi, i passi necessari consistono nel seguire un corso, creare un logo e un nome facilmente riconoscibile, organizzare l’attività di marketing (sito on line, pubblicità e social) e dotarsi degli strumenti del mestiere.

Per poter organizzare una festa o gestire i bambini a un evento (matrimoni, battesimi, comunioni, inaugurazioni) bisogna avere una dotazione che include:

  • costumi per travestirsi
  • sistema audio
  • microfono ad archetto
  • set di giochi base (tiro alla fune, tiro al barattolo, birilli, memory, pesca dei pesciolini eccetera)
  • palloncini modellabili per le sculture
  • telo paracadute
  • trucchi
  • pennarelli colorati e fogli

Animatore per bambini in villaggi  vacanze e crociere

Vuoi capire come diventare animatore perché ti piacerebbe fare un’esperienza d’estate durante la pausa dagli studi universitari? Allora stai cercando un lavoro come animatore turistico. Di solito, questi ruoli prevedono la conoscenza di una lingua straniera e buone capacità organizzative. Non solo, sono richieste qualità caratteriali come l’allegria, la spigliatezza, l’energia e così via.

Se devi lavorare con i bambini, è preferibile un’esperienza pregressa in ambito educativo.

Per quanto riguarda i compensi, invece, un animatore viene inquadrato part-time o full-time con contratti a tempio determinato, visto che si tratta di un lavoro stagionale.

Gli stipendi non sono altissimi, ma c’è il vantaggio di ricevere vitto e alloggio nella struttura per cui si lavora.

Le possibilità per questa figura sono numerose e si trova impiego nelle seguenti realtà:

  • villaggi turistici
  • resort
  • navi da crociera
  • grandi alberghi
  • centri estivi

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Come scegliere l’argomento della tesi di laurea in ingegneria?

Stai riflettendo su quale potrebbe essere l’argomento della tesi di laurea in ingegneria? Se non ti sei ridotto all’ultimo minuto, hai fatto la scelta giusta. Bisogna dedicarsi per tempo alla tesi senza aspettare di aver concluso gli esami. In questo modo hai la possibilità di pensare e di capire realmente l’argomento che ha suscitato il tuo interesse e che potrebbe trasformarsi nell’ambito lavorativo in cui cimentarsi alla fine degli studi.

Per individuare i possibili argomenti della tesi di ingegneria dovresti iniziare subito a fare una selezione degli esami più interessanti per te. Non trascurare neppure il tirocinio. Se nel percorso di studi è previsto un tirocinio, rifletti anche sulla possibilità di trasformarlo in argomento della tua tesi. In questo modo avrai persino più tempo per elaborarla e per renderla ancora più corposa.

Argomenti tesi ingegneria: tesi sperimentale o tesi compilativa?

Prima ancora di scegliere  l’argomento della tesi di laurea in ingegneria, devi stabilire il tipo di elaborato a cui dedicarti.
La tesi sperimentale prevede lavoro sul campo con la partecipazione a un progetto di ricerca/laboratorio, mentre la tesi compilativa consiste in un lavoro bibliografico.

Tra le due c’è sicuramente una differenza di tempi. Di solito, la sperimentale è caratterizzata da un orizzonte temporale più lungo. Dovrai, quindi, pensare bene a cosa vuoi fare.

Se il progetto ti appassiona e pensi di poter imparare tante cose utili per la tua carriera futura, potresti scegliere la sperimentale mettendo in conto l’ipotesi fuori corso. Valuta bene tempi e progetti futuri, però, prima di fare la tua scelta. 

La compilativa, invece, è l’opzione migliore se devi concludere necessariamente entro una certa data. Nel caso in cui hai già un lavoro che ti aspetta o hai intenzione di proseguire con la magistrale, procedi con la compilativa. Il corso aggiuntivo biennale, infatti, diventerà il momento per approfondire le materie che ti interessano, indipendentemente dalla tesi. 

Molti fanno una distinzione tra sperimentale e compilativa anche dal punto di vista della qualità della tesi. Non si tratta di una differenza sempre corretta. È vero che nelle facoltà tecniche, come quella di ingegneria, una tesi sperimentale è più raccomandabile che in altre. È anche vero, però, che una tesi compilativa può avere una valenza notevole, soprattutto quando affronta un argomento da un punto di vista nuovo con spunti nuovi.

Affidarsi al relatore per l’argomento della tesi in ingegneria

Nel momento in cui bisogna scegliere l’argomento della tesi di laurea in ingegneria si possono percorrere due strade dopo aver individuato la materia e il docente: proporre un argomento oppure affidarsi direttamente al relatore.

Il passaggio del docente a cui rivolgersi è fondamentale. Bisognerebbe sempre scegliere un professore che è presente, rispetta le scadenze, segue con attenzione il lavoro e supporta lo studente. Cosa significa? Se hai scelto un determinato professore, avrai fatto degli esami con lui e quindi avrai imparato a conoscere la modalità con cui si interfaccia con gli studenti. Se hai notato che è difficile rintracciarlo perché è oberato di tesisti ed esami, è meglio rivolgersi a un altro docente.

Una volta concluso questo passaggio, passa all’argomento della tesi vero e proprio. Nel caso tu voglia proporlo, potresti scontrarti con il disinteresse del relatore oppure con altri tesisti che stanno già affrontando la stessa materia. 

Il nostro consiglio in questi casi è affidarti al relatore e valutare l’argomento della tesi di laurea in ingegneria che ti viene proposto. In genere, i docenti mettono a disposizione delle liste contenenti tutti gli argomenti a cui sono interessati. Ti basta semplicemente scegliere e accordarti con il relatore sulle modalità di stesura.

Esempi di tesi di ingegneria

Se non vuoi farti trovare impreparato, puoi consultare on line un archivio pubblico di tesi di laurea. Esistono diversi siti web strutturati come  database tematici con tantissime tesi.  Per poterle consultare, però, è necessario iscriversi e pagare una certa quota. 

Credi che questa modalità non ti aiuterebbe a individuare l’argomento della tesi di laurea in ingegneria? Allora, dai un’occhiata alla nostra lista di possibili argomenti qui sotto. Potresti trovare ispirazione per la tua tesi, soprattutto se i tempi stringono e non hai ancora le idee chiare:

Ingegneria civile:

  • opere provvisionali di puntellamento
  • vincoli nelle strutture in acciaio
  • materiali innovativi nell’ingegneria civile moderna
  • l’impiego dell’alluminio nelle grandi coperture

Ingegneria meccanica:

  • analisi microstrutturale di rivestimenti galvanici
  • applicazioni di tecniche mixed/augmented reality per il disegno tecnico
  • applicatici CAD 3D tipo full cloud
  • migrazione dell’umidità attraverso le pareti

Ingegneria gestionale:

  • il commercio elettronico per lo sviluppo delle piccole imprese
  • analisi tecnico-economica di tecnologie intelligenti per il risparmio energetico
  • i fab labs per la produzione personalizzata
  • la schedulazione dei dipendenti nelle aziende

Ingegneria elettronica:

  • progettazione di circuiti integrati
  • sistemi elettronici per l’image processing
  • sviluppo e caratterizzazione di dispositivi per la generazione termoelettrica
  • caratterizzazione sperimentale di un filtro MEMS piezoelettrico per radiofrequenza

A questo punto non ci resta che augurarti in bocca al lupo con il tuo relatore!

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Cos’è il counseling? Definizione e aree di intervento

Ti interessa capire cos’è il counseling perché ti piacerebbe lavorare in questo settore? Il counseling è nato negli Stati Uniti negli anni ’20 ed è arrivato in Europa una decina di anni più tardi, passando prima dalla Gran Bretagna. 

La definizione più semplice è la seguente: il counsellor aiuta il cliente a tirare fuori le risorse per migliorare la propria vita in termini personali e lavorativi. L’obiettivo di questi professionisti è cioè favorire il miglioramento della qualità della vita dei clienti, sottolineando i punti di forza e le capacità di autodeterminazione di ognuno.

Ma come si riesce a lavorare da counsellor? Quali competenze sono richieste? Qui di seguito la nostra guida sul counseling.

Counseling definizione: la figura del counsellor

Prima di rispondere alla domanda su cos’è il counseling, dobbiamo chiarire che in Italia questa disciplina ha cominciato a essere conosciuta solo negli anni ’80. Oggi è oggetto di un certo interesse e i professionisti che se ne occupano sono molto richiesti.

Lo psicoterapeuta americano Carl Rogers è considerato uno dei padri fondatori del counseling incentrato sulla persona. Secondo Rogers, questa attività consiste nell’instaurare una relazione di aiuto, in cui il professionista va in soccorso dell’altra persona per consentirle di intraprendere un percorso di crescita, sviluppo e maturazione.

Rogers sostiene che ciascun essere umano possiede già tutte le risorse per comprendere sé stesso, per sfruttare appieno le proprie qualità, per costruire relazioni affettive sane e per autodeterminarsi nel lavoro. Il problema è che in alcuni casi non sa di possederle o non sa come sfruttarle per vivere come vorrebbe.

In queste situazioni il compito del counsellor è quello di mettere il cliente nella condizione di individuare le proprie capacità in modo che possa:

  • risolvere problemi personali o lavorativi
  • superare eventuali blocchi nel prendere decisioni
  • gestire le relazioni interpersonali e la relazione con sé stessi
  • acquisire una maggiore consapevolezza personale
  • gestire i conflitti esterni ed interni
  • investire le sue risorse e le sue potenzialità nell’affrontare le situazioni difficili
  • imparare a gestire lo stress

Il counsellor accompagna i suoi clienti alla riscoperta delle loro potenzialità nascoste attraverso l’ascolto attivo, l’empatia e l’accettazione incondizionata. Questo è il tipo di approccio che viene solitamente praticato per consentire alle persone di trovare una soluzione a situazioni che creano disagio sia esistenziale che relazionale.

Come si forma un esperto di counseling

La nostra guida su cos’è il counseling non può non tenere conto anche del percorso didattico dei counsellor. Questi ultimi, infatti, sono dei professionisti che dopo la laurea frequentano dei master specifici. La professione è complessa e non è possibile improvvisarsi, senza avere una formazione.

L’Università Unicusano mette a disposizione un master di I livello in Counseling relazionale nei contesti scolastici, educativi e socio-sanitari. Il master della durata di 12 mesi prevede 60 crediti formativi e l’acquisizione di un titolo che consente di iniziare a lavorare.

Di solito, le materie di studio di un esperto in counseling includono:

  • psicologia generale
  • psicologia sociale
  • pedagogia clinica
  • fondamenti teorici del counseling
  • introduzione alla relazione d’aiuto
  • tecniche di intervento e strategie di counseling
  • analisi delle caratteristiche soggettive che ostacolano l’autodeterminazione
  • analisi dei bisogni fondamentali e delle risorse necessarie alla realizzazione personale

Non basta, però, la semplice formazione. Un counsellor, infatti, deve possedere una serie di caratteristiche personali che facilitano l’esercizio della professione, come l’empatia e la disponibilità all’accettazione incondizionata degli altri senza esprimere giudizi.

Cos’è il counseling: ambiti di applicazione

Il counseling ha diversi campi di applicazione, da quello sociosanitario a quello educativo fino a quello aziendale.

Un counsellor può cioè lavorare con:

  • clienti singoli
  • coppie
  • famiglie
  • gruppi aziendali
  • organizzazioni
  • scuole e università

Nel caso delle scuole, per esempio, il counsellor attiva progetti specifici mirati a bambini, adolescenti e adulti (insegnanti e genitori) in modo da migliorare l’ambiente, facilitare le relazioni su cui si fonda e aiutare i singoli soggetti.

Il counseling può prevedere, inoltre, approcci come l’ascolto attivo, l’esplorazione con domande per favorire l’elaborazione dei concetti da parte del paziente e la richiesta di riformulazione di temi particolari così da favorire l’espressione di emozioni, paure o elementi generatori di stress.

L’obiettivo finale è quello di mettere i singoli e i gruppi in una condizione che viene definita di empowerment. Di cosa si tratta? Con il termine empowerment si intende un processo di crescita il cui scopo è favorire l’aumento della stima di sé, attraverso la scoperta di tutte quelle risorse latenti che costituiscono il potenziale nascosto della persona.

Counsellor e psicologo non sono la stessa cosa

Spesso la figura del counsellor viene confusa con quella dello psicologo. Si tratta, però, di due professioni molto diverse. Il counsellor, per esempio, non interviene su problemi e disagi di natura psicopatologica. Non a caso, gli incontri non prevedono l’elaborazione di una diagnosi o di una perizia psicologica.

Esiste, però, una innegabile somiglianza tra le due professioni nella misura in cui entrambe sono volte al raggiungimento di una condizione di maggior benessere per le persone che si trovano in una condizione di disagio.

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Vuoi lavorare nel settore fieristico? Ecco da dove cominciare

Ti piacerebbe lavorare nel settore fieristico? Si tratta di un ambiente molto stimolante e aperto che consente di venire a contatto con persone provenienti da tutto il mondo.

Le opportunità di lavoro sono tante e tra le figure professionali più interessanti c’è quella dell’organizzatore fieristico.  La figura è complessa perché coordina l’intera organizzazione dell’evento, che di solito è accompagnato anche da una serie di appuntamenti collaterali come convegni, congressi e lanci promozionali.

Per poter lavorare nel settore fieristico bisogna avere una preparazione specifica. Frequentare un corso su come diventare organizzatori di eventi è un primo passo per trovare lavoro in questo settore.

Settore fieristico:  compiti dell’organizzatore

Se vuoi lavorare nel settore fieristico, devi imparare a conoscerlo. Oggi, sono tante le professioni coinvolte nella gestione di una fiera: organizzatore, esperto di logistica fieristica, hostess, progettista di allestimento, allestitori (carpentieri, tappezzieri, grafici), responsabili commerciali, responsabili marketing e così via.

Per quanto riguarda l’area organizzativa, bisogna avere competenze tali da poter svolgere tutte le mansioni elencate qui sotto:

  • ideare l’evento (individuare i settori merceologici, i contenuti, i tempi di svolgimento, il programma di eventi collaterali)
  • definire i costi
  • organizzare la struttura prescelta (progettazione stand e percorso fieristico)
  • preparare il materiale illustrativo
  • curare i rapporti con i fornitori
  • assegnare gli spazi agli espositori
  • contattare eventuali sponsor e ospiti
  • selezionare e reclutare il personale (allestitori, sicurezza, accoglienza)
  • supervisionare tutto il materiale pubblicitario/marketing
  • organizzare eventi extra come convegni e congressi
  • predisporre i servizi collaterali (trasporti, convenzioni alberghiere, catering e ristoro)
  • curare i rapporti con i mezzi di informazione
  • curare la comunicazione on line e quella social
  • valutare i risultati dell’evento con compilazione di appositi report

Come organizzare fiere: le competenze richieste

L’organizzatore di fiere è una figura manageriale e, in quanto tale, ha una funzione di coordinamento. Per svolgere questo ruolo bisogna avere una serie di qualità personali, come:

  • capacità di problem solving
  • spirito imprenditoriale
  • propensione al lavoro in team e alla gestione delle risorse umane
  • buone qualità decisionali e progettuali
  • doti di flessibilità e dinamicità
  • precisione a attenzione ai dettagli
  • capacità di affrontare eventi non prevedibili
  • attitudine alla negoziazione
  • capacità di analisi
  • pensiero creativo
  • capacità di coordinamento del lavoro degli altri

Per quanto riguarda l’area delle competenze è indispensabile la conoscenza del mondo fieristico e una certa preparazione in ambito marketing e comunicazione. Non solo, è necessaria anche una formazione economica tale da poter gestire il budget, ottimizzando i costi e puntando al raggiungimento di buoni risultati. Sono molto importanti cioè le conoscenze delle norme amministrativo contabili e delle tecniche di organizzazione di un evento aggregativo.

Se vuoi lavorare nel settore fieristico e hai una laurea in marketing o in economia, sei sicuramente avvantaggiato rispetto a chi ha un titolo di studio in altre aree. Certo, se hai studiato ingegneria gestionale, puoi sicuramente avviarti alla carriera di organizzatore fieristico senza grandi problemi.

Una delle competenze assolutamente indispensabili è la conoscenza dell’inglese. Ovviamente, la conoscenza di più di una lingua straniera, aumenta ancora di più le possibilità occupazionali.

Si tratta di una professione che richiede molto impegno e può diventare stressante soprattutto durante lo svolgimento delle fiere. Se decidi di lavorare nel settore fieristico, devi avere cioè un’ottima capacità di bilanciare vita professionale e vita privata.

Gli sbocchi professionali dell’organizzatore fieristico

L’organizzatore fieristico può lavorare come dipendente di società specializzate in eventi oppure come libero professionista. La preparazione ottenuta partecipando anche a corsi di formazione specifici consente di lavorare per agenzie di PCO, organizzazione convegni e congressi, agenzie di eventi fieristici e agenzie specializzate in servizi per fiere.

Non solo, in Italia ci sono diversi enti fieristici che assumono personale specializzato. Si tratta di enti che forniscono tutti i servizi necessari per la gestione delle fiere e hanno tutto il personale interno che si occupa del lavoro di organizzazione.

Qui sotto, un piccolo elenco di enti fiere in cui è possibile trovare lavoro come dipendente:

  • Fiera Milano s.p.a – l’ente gestisce la struttura di Fiera Milano City con i suoi sei padiglioni da 43 mila metri quadrati
  • Ente Fiera di Bologna – organizzatore di eventi molto famosi come il Cosmoprof
  • Ente Fiera Roma – uno dei poli fieristici più grandi d’Italia con 10 padiglioni e un centro congressi con 3 mila posti
  • Mostra D’Oltremare Napoli – ente che gestisce un polo con area fieristica, area congressuale e area  intrattenimento
  • Ente Nuova Fiera del Levante Bari – società che si occupa del quartiere fieristico e congressuale organizzatore di una tra le più famose fiere campionarie italiane

In realtà, gli enti fieristici in Italia sono tantissimi e distribuiti su tutto il territorio da Nord a Sud, da Ancona a Bergamo, da Torino a Genova fino a Palermo. Si tratta comunque di un settore che ha registrato una certa crescita nel periodo 2015-2019 e in cui puoi mettere alla prova le tue capacità e trovare sbocchi professionali molto soddisfacenti.

Allora, hai scelto la tua professione del futuro: proverai a lavorare nel settore fieristico?

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Come riordinare la scrivania? 4 consigli per farlo al meglio

Stai cercando consigli su come riordinare la scrivania? Tenere sempre ordinata la scrivania consente di avere diversi benefici: riduzione del tempo per trovare le cose, maggiore concentrazione, eliminazione di tutti gli elementi di disturbo e diminuzione del tempo giornaliero da dedicare a rimettere in ordine.

Tutti questi benefici si ripercuotono sull’umore, sulla motivazione, sulla qualità dello studio e sulla qualità del tempo passato seduti alla scrivania.

Vuoi imparare a migliorare il tuo ambiente dedicato a studio e lavoro? Qui sotto i nostri consigli per ordinare la scrivania.

Scrivania: tienila ordinata sgomberandola da oggetti inutili

Il primo consiglio della nostra guida su come riordinare la scrivania è il seguente: fai una cernita di tutte le cose e sbarazzati di quelle inutili.

Sulla scrivania si accumulano sempre penne senza inchiostro, spuntoni di matite, vecchi documenti e una serie di cose inutilizzate da anni. Liberati di tutto e lascia solo gli oggetti indispensabili.

Un bel piano sgombero, dotato solo dell’essenziale per studio e lavoro, aiuta a raggiungere la giusta concentrazione.

Tieni in ordine la scrivania con un tocco di originalità

Scrivania ordinata non significa scrivania triste. La concentrazione e la motivazione possono essere stimolate anche da un ambiente gradevole e creativo. Come ottenerlo? Superficie sgombra, computer posizionato al centro e qualche oggetto personale per spezzare la monotonia.

Le piantine accanto al monitor del pc sono molto consigliate. Secondo alcuni studi sperimentali, per esempio, i cactus assorbono le onde elettromagnetiche dei computer evitando il manifestarsi di disturbi come la cefalea. Perché allora non prendere un piccolo cactus e metterlo accanto al monitor? In questo modo scongiurerai il mal di testa e avrai una scrivania più vivace. Per rendere più creativa la tua postazione puoi anche usare cancelleria divertente e colorata, dai pennarelli ai post it. 

Usa un solo punto di raccolta

Uno dei capisaldi della nostra guida su come riordinare la scrivania riguarda il punto di raccolta. Se hai bisogno comunque di avere a portata di mano dispense, fotocopie e documenti sulla scrivania, compra un contenitore/vassoio/svuota tasche in cui tenere tutto. In questo modo, i vari oggetti responsabili del disordine saranno riposti ordinatamente in un punto solo.

Rimetti sempre ogni cosa al suo posto

Questo è il nostro ultimo fondamentale consiglio: metti le cose nel posto in cui le hai prese così da preservare l’ordine nel tempo. In caso contrario non riuscirai a tenere la scrivania ordinata a lungo. Dovrai cioè ordinare tutto ogni volta che ti metterai a sedere.

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Dove andare in Val d’Aosta in autunno: 4 luoghi da vedere

Sei un convinto sostenitore delle vacanze autunnali e non solo estive? Ti sveliamo dove andare in Val d’Aosta in autunno per scoprire tutta la magia di questa regione. Si tratta di un ottimo periodo, anche perché non fa molto freddo e le strade sono ancora libere e non ricoperte di neve e ghiaccio. Scopri insieme a noi le quattro mete ideali per il periodo autunnale.

Cosa vedere in Val d’Aosta in autunno

Viaggiare nel periodo autunnale è un buon modo per non rinchiudersi in casa e per spezzare la routine di lavoro e studio a distanza. Qui sotto le 4 località della nostra guida “Dove andare in Val d’Aosta in autunno”:

  • Parco del Castello Passerin d’Entreves a Chatillon – si tratta di una meta perfetta per gli appassionati di foliage. Il parco è parte integrante del castello ed è caratterizzato da diversi alberi monumentali, tra cui un tiglio di 5 metri di circonferenza. In autunno l’atmosfera è molto suggestiva grazie ai frassini, alle querce e agli aceri dalle foglie rosse.  Dovrai munirti di machina fotografica per cogliere tutte le sfumature di colore delle foglie, percorrendo i 2 ettari visitabili. In realtà, il parco si estende per 3 ettari ed è dotato di custodi che sapranno darti tutte le indicazioni per l’area a cui puoi avere accesso.
  • Etroubles – piccolo borgo trasformato in un museo a cielo aperto. Lungo le stradine del centro storico, infatti, sono disseminate una serie di sculture e altre opere d’arte. Il borgo è famoso anche per essere sede della prima latteria sociale, assolutamente da visitare. Se scegli Etroubles come meta, assaggia il piatto locale in uno dei ristoranti del posto: la zuppa di fontina con pane nero.
  • Bard – il borgo di Bard è il terzo suggerimento della nostra guida dove andare in Val d’Aosta in autunno. Il borgo merita una visita per il suo Forte da cui si vede un paesaggio magnifico e per il centro medievale con le case storiche, dichiarate monumento nazionale. Prima di partire visita il sito del Forte e controlla il calendario eventi perché nel corso dell’anno ci sono spesso mostre e spettacoli.
  • Lago di Villa a Challand-Saint-Victor – meta consigliata soprattutto agli amanti della natura. Si tratta di una riserva naturale con un bacino lacustre. In autunno passeggiare in riva al lago è molto bello grazie ai mille colori di piante e alberi. La zona, inoltre, è organizzata per il trekking e propone un itinerario escursionistico che parte dalla località Torille, nel comune di Verrès.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. 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Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 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