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Cosa sono le intolleranze alimentari e come riconoscerle

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Hai avuto o stai avendo dei strani sintomi mangiando determinati cibi? Potresti soffrire di intolleranze alimentari. Ma cosa sono e soprattutto quali sono i segnali che ti permettono di riconoscerle?

Lo Staff di Unicusano Aosta ti ha preparato una breve guida a riguardo ed ha anche un suggerimento per te per approfondire questa tematica qualora ti fosse utile studiarla per motivi di lavoro. Dedica qualche minuto alla lettura di questo articolo!

Cosa sono le intolleranze

Le intolleranze alimentari sono vere e proprie reazioni avverse al cibo da parte del tuo organismo e sono anche la tipologia più diffusa di questo tipo di disturbi. Si manifestano con sintomi la cui gravità è direttamente proporzionale alla quantità di cibo ingerito. Ad esempio, se sei un appassionato o un’appassionata dei piatti tipici valdostani? Ne hai sempre mangiati in quantità, ma ora hai iniziato a notare che qualcosa ti dà fastidio? Potrebbe essere per colpa di un’intolleranza.

Possiamo suddividerle in tre macro gruppi, a seconda delle cause:

  • Enzimatiche – derivano dall’incapacità di metabolizzare alcune sostanze per la mancanza o la carenza di particolari enzimi. La più diffusa tra quelle di questa tipologia è l’intolleranza al lattosio.
  • Farmacologiche – I disturbi sono provocati dall’eccessiva reattività a determinate sostanze presenti in alcuni alimenti. Un esempio potrebbe essere la capsaicina presente nei peperoncini.
  • Tossiche – si tratta di intolleranze alimentari associabili ad alcuni additivi aggiunti agli alimenti, come addensanti, solfiti o coloranti.

Intolleranze e allergie

Le intolleranze non sono allergie. Infatti come detto le prime dipendono dalla quantità di cibo ingerito e le conseguenze dipendono dalla sensibilità del soggetto al fattore scatenante. Per quanto riguarda le seconde invece, è il sistema immunitario a riconoscere come nociva una sostanza e la reazione è indipendente dalla quantità. Senza contare che per le allergie gli effetti sono ben più gravi e possono mettere a repentaglio la vita dell’individuo.

Le cause

Ma perché si presentano? Esistono due possibilità:

  • una è di natura genetica, il che significa che hai una predisposizione all’intolleranza “scritta” nel tuo patrimonio genetico. Si tratta di tutti quei casi in cui i problemi si presentano già in tenera età.
  • l’altra comporta che la tua intolleranza sia acquisita, cioè che comprare gradualmente o improvvisamente in un determinato momento della tua vita. Le cause possono essere molteplici: stress, malattie, diete squilibrate. Ma anche l’abuso di determinati alimenti o sostanze particolari. Rientrano in questa categorie alcuni casi di intolleranze a solanaceae, grano, latte, lieviti e caffè.

I sintomi

Non ti senti al 100% dopo aver mangiato e credi di soffrire di intolleranze alimentari? Quelli che puoi trovare qui sotto sono i sintomi più diffusi. Tendenzialmente si possono presentare dai primi 20/30 minuti successivi al pasto, fino a 5 giorni dopo. Ecco l’elenco dei “campanelli d’allarme”.

  • stanchezza fisica e mentale,
  • depressione,
  • ansia,
  • sonnolenza,
  • mal di testa,
  • disturbi del sonno,
  • vertigini e ronzii,
  • tachicardia e aritmie,
  • nausea e vomito,
  • stitichezza o diarrea,
  • coliti,
  • afte e stomatiti,
  • cistiti ricorrenti,
  • arrossamenti,
  • infezioni,
  • dolori articolari o muscolari,
  • rigonfiamenti,
  • ritenzione idrica,
  • cellulite,
  • sovrappeso,
  • eccessiva magrezza,
  • acne.

Come vedi, sono veramente tanti i segnali che il corpo può mandarti. Impara ad ascoltarlo e a fare caso a quando si presentano per associare più facilmente causa ed effetto.

Come riconoscere le intolleranze

Sapevi che circa il 20% della popolazione mondiale sospetta di avere un’intolleranza? Questo purtroppo a volte porta all’eliminazione di determinati cibi, senza alcun reale motivo, quindi a creare uno squilibrio nella dieta quotidiana. Agire in autonomia se non si hanno le dovute competenze può essere dannoso al pari di non fare nulla.

Un’altra tendenza molto diffusa è quella che porta molte persone a credere che gli alimenti dedicati a chi ha un’intolleranza (ad esempio, quelli senza lattosio o gluten free) siano dietetici. Niente di più sbagliato: o meglio, sono dietetici se con questo termine intendiamo dedicati a chi deve seguire una dieta specifica a causa della propria reazione avversa al cibo.

Cosa fare

Dunque cosa puoi fare se pensi di soffrire di una delle intolleranze alimentari? Come sempre la cosa più saggia è parlarne con un medico. Vai da quello che ti segue e sicuramente saprà consigliarti uno specialista. Questo potrà prendere in esame il tuo caso e suggerirti tutta una serie di test da fare per avere la sicurezza di quali sono i cibi che ti creano problemi. Nell’attesa dell’evidenza, potrete procedere insieme per esclusione. Ti suggerirà una dieta con dei cicli di 2-3 settimane, in cui eliminerete gli “alimenti sospetti” così che già in questo modo potrete individuare più facilmente quello o quelli che creano problemi.

Studiare le intolleranze e lavorare per il benessere

Se il tuo interesse verso le intolleranze alimentari è dettato principalmente da motivi professionali, piuttosto che dalla tua salute, vogliamo suggerirti un percorso di studi che può fare al tuo caso. Il Master di I Livello in Operatore in biodiscipline olistiche e naturopata – esperto in Alimentazione Naturale è strutturato in 1500 ore ed è utile a tutti quei professionisti che operano nel settore della salute.

Con questa specializzazione – riconosciuta dall’OMS – per esercitare avrai bisogno dell’iscrizione ad un sindacato per garantire sia l’osservanza dei principi deontologici, che per avere una tutela legale. Inoltre sarà fondamentale conseguire un certificato di conformità e munirsi di polizza assicurativa.

Solo così potrai lavorare per preservare, educare e coltivare il benessere delle persone, quindi accompagnarle in un percorso che preveda anche una particolare consapevolezza su una corretta alimentazione.

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